venerdì 17 febbraio 2012

Diario di un romanzo autoprodotto - #2

(Per il primo mese/mese e mezzo dalla sua uscita, ogni tanto pubblicherò un breve aggiornamento sullo stato del romanzo, sulle attività promozionali eccetera.)

Due recensioni si sono aggiunte alle altre nella pagina dedicata. Una è positiva, l'altra un po' meno (a essere sinceri, l'altra ripped me a new asshole, direbbero i madrelingua inglesi.) Quella positiva, apparsa anche qui, fa così:
Amato tratta il tema della precarietà non solo del lavoro, ma anche di quegli ambiti più personali che da quel tipo di precarietà sono condizionati: insicurezza sentimentale, instabilità della personalità che deriva dalla considerazione che gli altri hanno di noi.

Il romanzo è gradevole e, pur trattando spesso di argomenti legati alla sfera sessuale, non scade mai nella grossolanità anzi, c'è garbo e delicatezza nel rimpallo tra pulsione ed emozione.

Ho apprezzato inoltre la scrittura semplice, misurata, senza effetti speciali, capace però di rendere bene la condizione "limbica" del protagonista. Bravo.
La cosa buffa è che la recensione-massacro dell'altro giorno ha provocato un'impennata nei download. Ce ne fossero, verrebbe da dire.

Ricordo che è tutt'ora in corso l'iniziativa per scrocc promuovere il romanzo e scrivere i blurb per la seconda edizione. Ne sono già arrivati diversi. Manda anche il tuo.

7 commenti:

  1. Ho preso il libro, ma non l'ho ancora iniziato a leggere. Ho letto tuttavia la stroncatura che citi, non posso ovviamente almeno per ora esprimermi sul contenuto, ma posso farlo sul tono spocchioso come se ci fosse una sorta di conto aperto con Stefano, come se si cercasse stroncando questo romanzo, di stroncare in realtà tutto il sistema. Ho pubblicato un romanzo pagando un lavoro di editing molto ben fatto, ma anche molto costoso, per questo molti mi assimilano a chi paga per pubblicare, non è così e generalemente mi interessa poco l'opinione della massa che non conosce il mondo editoriale. La rabbia che ho letto in questa recensione negativa la trovo del tutto gratuita, proprio con una voglia di colpire dettata da un malsano odio pregiudiziale verso l'autopubblicazione. Ma perchè non puntiamo invece il dito contro chi arriva a pubblicare con grossi ediotori per essersi trombato qualcuno in casa editrice? baci Stefano non te la prendere.

    RispondiElimina
  2. Secondo me non bisognerebbe prendersela proprio con nessuno. Concordo con la rabbia gratuita e con i pregiudizi infondati. L'apprendista libraio è un romanzo divertente, accativante, strappa sorrisi e senza appesantire il lettore spinge lo stesso a riflettere. Il resto sono tutte chiacchiere vacue,amare e spocchiose.
    A.

    RispondiElimina
  3. In tutta franchezza io credo che la recensione in questione esprima soltanto un parere globalmente negativo su forma e contenuto del romanzo (e mi pare che l'autrice specifichi più volte, anche nei commenti, che sta esprimendo un parere personale: che lo faccia con toni assertivi mi pare legittimo). Soprattutto, non vi ho letto alcuna spocchia o vacuità, anche nei confronti del self-publishing si dice contraria ma anche disponibile a eventuali smentite; sui contenuti del romanzo, più che 'distruggere' l'autore ne smonta certi presupposti che invece sono alla base delle recensione più positive, e questo capita ai migliori scrittori. Temo che sian più controproducenti certe difese d'ufficio aggressive e fondate più sul 'a me piace, quindi è bellissimo' che su parametri oggettivi, e dato che spesso si biasimano i Volo e i Vespa che 'vendono dunque valgono', eviterei di trasferire lo stesso principio al lavoro di Stefano, il cui successo di blogger ha certo fatto da traino per il lancio del libro ma non dovrebbe condizionarne il giudizio qualitativo. Alle critiche si può rispondere, se si ritiene sia il caso, argomentando sui punti in questione, ma eviterei di spostare la discussione sul piano personale, come se si trattasse dell'attacco a un'intera categoria oppure un odio ideologico verso l'autore ... una cattiva recensione non bloccherà certo il percorso di uno scrittore, nè impedirà a chi vuole autopubblicarsi di continuare a farlo (anche perché la direzione per il futuro pare essere quella), per cui si tratta di smorzare un po' i toni ed evitare derive vittimistiche, che ce ne sono già anche troppe. Quindi, come giustamente dice Anonimo, esimersi da attacchi personali, evitando però anche di delegittimare più o meno esplicitamente l'interlocutore, attribuendogli sentimenti negativi o pregiudizi che in realtà sono soltanto una visione 'alternativa' e altrettanto convinta(e pertanto discutibile) sull'argomento in esame. E anche questo è solo un parere personale!

    RispondiElimina
  4. "La cosa buffa è che la recensione-massacro dell'altro giorno ha provocato un'impennata nei download. Ce ne fossero, verrebbe da dire."

    Se l'avessi saputo ti avrei maciullato anch'io :D

    RispondiElimina
  5. Mannaggia, a saperlo prima, ahahahah!

    s

    RispondiElimina
  6. chi ha scritto la recensione ha provato a psicanalizzarti a puntino insomma! Evolviamo persona e personaggio, basta con le relazioni vacue ed il taedium vitae, forza! :D

    RispondiElimina
  7. A questo punto il blurb perfetto potrebbe essere "Sta roba fa schifo!". Boom di vendite.


    Reazioni tipo legate al rapporto critica negativa/incremento vendite:


    Il lettore vorace
    Wow, che stroncatura! Chissà se ha ragione, devo assolutamente leggere. Magari già sta pensando a un secondo volume.


    Il lettore sadico-represso
    Wow, che stroncatura! Deve essere proprio un poveraccio. Mo compro e leggo per ridere alle sue spalle!


    Il compratore compulsivo di ebook
    Vabbè, troppo lunga sta recensione. La copertina mi piace e sta bene nello scaffale elettronico. Comprato.


    Il lettore modaiolo
    L'importante è che se ne parli. Acquistato.


    Il recensore compulsivo vorace sadico-represso modaiolo
    Adesso lo leggo pure io, così lo stronco anche meglio.


    Complimenti per tutto
    Saluti

    Il Libbraio

    RispondiElimina