lunedì 18 giugno 2012

La Bibbia per bambini

(La cliente e suo figlio portano alla cassa la Bibbia illustrata per bambini.)

Cliente: "Mi raccomando, voglio che lo leggi tutto."

Figlio: "Sì."

Io: "..."

Figlio (sfogliando il libro): "Mamma, sono tutte vere queste storie?"

Cliente: "Ci mancherebbe, certo!"

Io: "Aspetti un attimo. 'Vere', mi sembra un po' esag..."

Cliente (incenerendomi con lo sguardo): "Sono TUTTE vere. CHIARO?"

Io: "Be', insom..."

Cliente: "PUNTO!"

67 commenti:

  1. ma a tiaa cu ti cci porta?? :)

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  2. Mai contraddire un credente, c' è rischio che scappi via urlando e tappandosi le orecchie, spaventando a morte il resto dei clienti.

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    1. Mai contraddire Gesù, c'è rischio che scappi via urlando e tappandosi le orecchie, spaventando a morte il resto dei clienti.

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  3. Pazzo! Vuoi negare a questo povero infante la possibilità di crearsi le basi teoriche necessarie per diventare, da grande, almeno vice presidente del CNR?! Da brava madre italiana la cliente ha già capito tutto di come funzionan le cose da noi: è pragmatismo, altro che fanatica!

    (a parte che il VERO Gesù non scappava mica: entrava nei templi e nei mercati e faceva un macello, e mi sa che gli scappava anche qualche parolina)

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    1. anche quella storiella non è vera

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    1. Esatto! Anche quelle che si contraddicono tra di loro!

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  5. Io avrei chiamato il telefono azzurro. :-D

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  6. Vedi che molti commentatori hanno ben "chiara" l'idea secondo cui un genitore ha diritto a educare suo figlio come meglio ritiene.
    E poi dicono che gli integralisti sono i credenti.

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    1. Quale integralismo c'è nel mettere in discussione le veridicità delle storie della bibbia?
      Integralismo è affermare con assoluta certezza che esista un'unica verità, quella della Bibbia, appunto.

      P.S.: nella bibbia, se non ricordo male, c'è un passo in cu Giosuè afferma di aver fermato il sole che gira intorno alla terra. Dunque, è vero che il sole gira intorno alla terra?

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    2. L'integralismo è di chi invoca Telefono Azzurro. Quale sarà il prossimo passo, chiamare i tribunali perché sottraggano i figli a chi crede?
      L'integralismo è di chi pretende di avere il diritto di "correggere" l'educazione "sbagliata" dei figli di chi crede.

      Se in una libreria un genitore comprasse un libro sull'evoluzionismo per il figlio dicendogli che è tutto vero, e un commesso si permettesse di intervenire per ricordare che esiste anche una visione religiosa su come l'uomo è sorto su questa Terra, tutti i laicisti comincerebbero a strillare come aquile parlando di abuso e ingerenza.
      La verità è che nelle scuole e nella vita di tutti i giorni è ritenuto "normale", lecito e doveroso insegnare ai bambini la versione atea e scientista delle cose, mentre si bolla come ingerenza e abuso quando qualcuno prova a proporre anche un'altra versione, che mostri ai bambini che esiste anche qualcosa di trascendente.
      Dimmi tu se questo non è integralismo.
      Il vero integralismo è quello di chi vuole mettere a tacere la religione e intanto si arroga in diritto di inculcare ai bambini la versione scientista delle cose, e solo quella.
      L'ateo crede di avere il diritto di dire la sua su tutto e non accetta che il credente possa dire la sua nemmeno ai propri figli. Questa è intollerenza e integralismo della peggior specie.

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    3. Beh, innanzitutto sull'invocare il telefono azzurro ho fatto una semplice battuta, e direi che la faccina che ho aggiunto avrebbe dovuto renderlo evidente.

      E comunque non hai risposto alla mia obiezione.
      L'integralismo, ribadisco, non è di chi mette in discussione la bibbia o il creazionismo o i dogmi della religione, ma di chi - come nel caso della cliente di Stefano - pretende di spacciare per verità assoluta ciò su cui non si ha nessuna dimostrazione empirica, a parte la fede, ovviamente, ma la fede è appunto fede e non dimostrazione certa.

      Quella sulla religione è appunto una visione, l'evoluzionismo si basa invece su testimonianze concrete e dimostrazioni empiriche.
      Se poi si vuol continuare ad affermare, come è scritto nella bibbia, che il sole gira attorno alla terra, beh, fate pure.
      Per me il discorso comunque si chiude qui, per esperienza ho imparato che non si può discutere con chi ammette una sola ed unica verità, quella della bibbia appunto.
      Buona giornata.

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    4. P.S.: in quanto all'abuso e all'ingerenza, in uno stato laico come il nostro direi che di ingerenze da parte della chiesa e del vaticano ce ne siano fin troppe. Vedi ad esempio il voler contemplare solo un determinato di famiglia, il non permettere agli omosessuali di sposarsi o di veder riconosciute giuridicamente le loro unioni e tante altre cosette.

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    5. Gongolo, non voglio entrare nella questione educazione, ma non riesco proprio a leggere certe cose. Evoluzionismo e creazionismo non sono ipotesi parimenti valide perchè parimenti prive di dimostrabilità. Non è "Dio esiste" vs. "Dio non esiste". Hai scelto un esempio molto molto sbagliato.
      Ti prego di non parlare di scientismo riguardo l'evoluzione, perchè denota parecchia "disinformazione".

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  7. Mah. Forse questa volta sei stato un po' invadente; oltretutto, dai tuoi aneddoti non sembra che i genitori intenzionati a far leggere i figli dalle tue parti siano tanti - tu poi li scoraggi anche!

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    1. anche secondo me sei stato invadente!

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  8. ...la Bibbia va letta perché è una figata...
    c'è sesso/contraddizione/tradimento... tutto quello che fa di un libro un best seller... che poi riguardi il dogma cosa centra? ché non può essere preso sul serio?
    ciò detto tutte tutte vere... mah...

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  9. Ma ora uno si deve sentire un idiota superstizioso se vuole insegnare una religione al figlio? Il problema è sempre che si pone in un atteggiamento di superiorità rispetto agli altri, che sia ateo, agnostico, cristiano o creda negli spaghetti volanti, per il mio punto di vista.

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    1. In quanto ad atteggiamento di superiorità gli atei non sono inferiori a nessuno.
      Il credente è colui che non esclude una dimensione trascendente nell'umano, perché sa che esiste qualcosa che va oltre la nostra conoscenza, che è limitata.
      L'ateo invece è colui che crede di aver risolto tutti i misteri dell'esistenza e, forte di questa sua arroganza, non riesce a tollerare altri punti di vista, e dunque non si può trattenere dal dar lezioni agli altri su ciò che, secondo lui, è vero o falso. Ed è talmente accecato nelle sue certezze da non rendersi conto di quanto sia invadente e ingerente il suo modo di fare.
      In questi commenti puoi trovare degli esempi...

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    2. Comunque, Gongolo, visto che il tuo nick rimanda ad un forum di troll... forse ho speso un po' del mio tempo invano :-D

      Beh, poco male, lottare contro l'oscurantismo è sempre un buon esercizio, no?
      Saluti.

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  10. Il mio professore di religione del liceo (laureato in teologia e ovviamente credente): "Ovviamente non tutto ciò che sta scritto sulla Bibbia va preso in senso letterale, si tratta pur sempre di una narrazione per un popolo e come tale va spesso letta in chiave allegorica, simbolica o analogica".

    Lo dicevano anche i medievali, peraltro, quindi non è che il racconto di Giona che vive nella balena sia da intendere diversamente da quello di Geppetto e Pinocchio: sono rappresentazioni allegoriche, santo cielo...

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    1. Appunto, rappresentazione allegoriche figlie di un tempo che fu, non storie vere.

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    2. E' esattamente quello che sto dicendo. :)
      Che poi, quando agli adolescenti fanno fare Scuola della parola e le Lectio insegnano (o almeno, cercano di insegnare) esattamente a leggere i testi (di norma si tratta dei Vangeli) ragionando sul senso, non sul significato.

      Ogni tanto per far incazzare i miei dico che sono atea proprio perché conosco fin troppo bene le Scritture! XD

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  11. Era prevedibile che discussione partisse subito per la tangente. Non erano in ballo l'esistenza di Dio né la laicità dello stato, quanto l'opportunità di interferire in conversazioni private con pareri non richiesti. Un fatto di mera etichetta, in fondo… ;-)

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  12. non me ne volere, ma penso anch'io che non avresti dovuto intervenire. mettere in discussione il genitore davanti al figlio, poi, non si fa.

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    1. Se il genitore è un coglione,
      si può e si deve

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  13. si può essere credenti senza credere che quello che è scritto nella bibbia siano fatti STORICI. hai fatto bene a dirlo, povero ragazzino. un conto è l'eduzione religiosa un conto l'ignoranza.

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  14. Per quanto mi riguarda, Dio o chi volete voi mi scampi dal libraio-educatore o dal libraio-moralista. Non è davvero quello il suo ruolo.

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  15. quindi qualsiasi cazzata raccontino i genitori non va contraddetta? se la signora avesse detto al bambino di fumarsi una sigaretta perchè fa bene? qui non si tratta di moralismo ma di buonsenso.

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  16. qui non si tratta di moralismo ma di buonsenso.

    Riconsidera il tuo paragone e chiediti se sei così sicura di sapere dove abiti il buonsenso. :-)

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    1. anche l'ignoranza, il fanatismo, la superstizione fanno danni :) per me il paragone ci sta eccome.

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    2. Per fortuna ci sei tu elena che sei al di sopra di tutto e tutti, e che sai esattamente cosa sono l'ignoranza, il fanatismo e la superstizione.
      Chiameremo tutti te quando ci sarà bisogno di giudicare.
      Il tuo paragone è fuori contesto.
      Se vuoi andare fuori contesto, allora sappi che anche il concetto che la sigaretta faccia male è relativo.

      Io sono agnostica, leggo periodicamente questo blog e mi sento in sintonia con Amato, ma sono d'accordo con Marco Bertoli che si è trattata di un'ingerenza gratuita e fastidiosa comunque la si pensi.
      A tutti capire di sbagliare prima o poi, in pubblico e in privato.

      Ai vostri figli non avete fatto credere che esiste Babbo Natale, e i vostri genitori non l'hanno fatto con voi?
      C'è differenza morale se le credenze immaginifiche sono d'origine religiosa invece che mondana?
      Quando sarà grande si farà la sua idea, il fatto che abbia già dei dubbi che quelle storie siano vere, non vi dice niente?
      Chi siete voi per dirglielo, per rivelargli un sintomo di verità che neppure sfiorate?
      Non sono vere. E allora?

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  17. (continuazione)
    "Mamma, anche questa di Onan?"
    "Chi?"
    "Mamma, che vuol dire disperdere il proprio seme nella sabbia?"
    "Ma dove stai leggendo?"
    "Qui, mamma. Guarda, si tira il pistolino."
    La mamma a te.
    "Le avevo detto una Bibbia. Che cavolo m'ha dato?"

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  18. guardatevi dai libri e dai librai, o voi che non accettate di essere messi in discussione! non si sa mai che un giorno vi arrivi l'illuminazione e diventiate almeno capaci di autoironia!

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  19. Beh, per alcune definizioni di "vero"...

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  20. Non sarei intervenuto solo perchè contraddire apertamente una mamma può anche essere controproducente ... Ma solo per questo.
    Però che divertimento denigrare la signora mentre spara minchiate del genere!

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    1. Io intendevo solo dire che si è trattato, da parte del libraio, di un atteggiamento non professionale: denigrare una cliente, come dici bene tu. Mi è dispiaciuto, perché i librai sono (dovrebbero essere) detentori di una professionalità specifica e molto alta, ma delle volte mi domando se loro lo sappiano, o se sia loro permesso di esercitarla.

      Poi capisco bene che, nell'ambiente degradato che Stefano spietatamente ritrae, anche questo faux pas trascorra inavvertito… :-)

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    2. "Mi è dispiaciuto, perché i librai sono (dovrebbero essere) detentori di una professionalità specifica e molto alta, ma delle volte mi domando se loro lo sappiano, o se sia loro permesso di esercitarla."

      hai perfettamente ragione, infatti questa funzione molto alta, come la chiami tu, non è affatto PERMESSO (come dici tu) esercitarla ai librai, né a chiunque ami il pensiero critico e la cultura. In compenso è PERMESSO esercitare un'alta funzione professionale ai sacerdoti, ai vescovi e al Papa e non c'è pericolo che questi non ne siano coscienti, direi che ne fanno il massimo uso.

      e poi, riferendoci al contesto, faccio notare che stefano non ha nemmeno finito la frase che già la cliente l'aveva zittito.Da come ne parla certe gente nei commenti sembra quasi che stefano si sia lanciato in una dissertazione propagandistica ateistica e anti-clericale!!!

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    3. Io non lo stavo criticando però. A volte bisogna anche cedere al proprio istinto e se è il caso, denigrare. O fare la critica che ci si sente di fare.

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    4. In compenso è PERMESSO esercitare un'alta funzione professionale ai sacerdoti, ai vescovi e al Papa

      E ci mancherebbe - non vorremo negargliela, spero. Ad esercitarla, appunto, bastano (e quasi sempre avanzano) costoro, dunque non trovo il caso che anche i librai si facciano guardiani non richiesti della coscienza altrui, o addirittura della coscienza in formazione dei figli altrui. Lo dico anche per loro, se no, a Natale, che è già un periodo faticoso, t'immagini che lavoro straordinario, ogni volta che arriva qualcuno alla cassa con un libro su Babbo Natale?

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  21. Scusate, ma se invece della Bibbia la signora avesse comprato Pinocchio, avesse preteso di spacciarlo al figlio per una storia vera e Stefano fosse intervenuto, allora scommetto che non avreste avuto nulla da ridire; in fin dei conti Stefano non avrebbe fatto nient'altro che il suo lavoro di libraio, in maniera professionale. Poiché però si tratta della Bibbia allora in questo caso il suo intervento viene visto come intromissione. Ma perché?
    Che si creda in Dio o meno, le storie della bibbia non sono storie vere. Poi chi crede le interpreterà in una maniera, gli darà un valore ed un significato particolare, chi non crede no. Ad ogni modo la specificazione di Stefano a me è sembrata doverosa e professionale.
    Non si tratta di intromettersi nell'educazione di un figlio, ma di dire le cose come stanno.
    Dov'è che avrebbe denigrato la cliente? Suvvia, non esageriamo. Al massimo avrebbe potuto nascere una diatriba, tipo questa che si è svolta qui.
    Perché il discutere deve sempre esser visto come un "male" da evitare? La discussione, il confronto, lo scambio dialettico sono l'anima della conoscenza.

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  22. Ahi, ahi, hai dato un calcio al vespaio... nessuno è più fanatico di un genitore credente che cerca di plasmare il figlio a sua immagine e somiglianza ;)

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    1. sì, invece... ti consiglio di discutere con qualche anticlericale: vedrai che fanatismo ;-)

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  23. e invece della Bibbia la signora avesse comprato Pinocchio (…) allora scommetto che non avreste avuto nulla da ridire

    Sei libera di non credermi, e sospetto che non mi crederai, ma l'avrei giudicato inopportuno tale e quale.

    in fin dei conti Stefano non avrebbe fatto nient'altro che il suo lavoro di libraio, in maniera professionale.

    Mi stupisce notare come nozioni che per me sono ovvie e pacifiche, tipo: il mestiere del libraio, quello del prete, quello del professore, invece non lo siano.

    Il «lavoro di libraio», e anche qui puoi non credermi, non consiste affatto nell'assicurarsi che il lettore/cliente s'incammini sul sentiero del Vero e magari, già che c'è, anche su quello della Virtù.

    Quello è il mestiere dell'insegnante, casomai, ma soprattutto del prete, dell'assistente sociale, del santone e del politico nell'imminenza delle elezioni… :-/

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    1. Il mestiere del libraio consiste nel dare corrette informazioni in merito ai libri che la cliente sta acquistando, giusto?

      Dire che Pinocchio non è una storia vera a mio avviso rientra in questo compito. Così come dire che invece un saggio storico è basato su fatti realmente accaduti. Cosa c'entra il voler educare o indottrinare o incamminare sul sentiero del Vero, scusa?
      Non capisco proprio come dire che Pinocchio sia una favola possa avere una funzione che vada al di là della sua elementare informazione e che, ripeto, un libraio è tenuto a dare qualora gli venisse rivolta la domanda.
      Ciao.

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    2. un libraio è tenuto a dare qualora gli venisse rivolta la domanda.

      Oh, alla fine siamo venuti della stessa idea.

      Ciao

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    3. Touchéé ;-)

      Comunque continuo a parteggiare per il libraio. :-)

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    4. Ma non è questione di touchée, il mio punto è sempre stato, davvero, solo quello.

      E anch’io parteggio per il libraio: lui è lì, in trincea, solo davanti al deserto dei tartari; non come noi, tranquilli in poltrona e con tutto l’agio di escogitare la risposta giusta!

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  24. Ma guardate il problema non è tanto essere credenti o no ma indottrinare in modo acritico i propri figli però rendendo inevitabile che si facciano domande quando a scuola scoprirano che siamo successivi ai dinosauri e si comincerà a parlare di evoluzione dall'erectus al sapiens.
    Ho parenti credenti che hanno figli piccoli ed hanno dato un' indottrinamento religioso, ma quando i figli piccoli andarono a scuola e gli chiesero successivamente come potevano essere vere le storie della genesi ed allo stesso tempo essere veri i dinosauri e gli ominidi, loro hanno semplicemente risposto che erano storie simboliche che non andavano prese alla lettera, ed i virguti hanno compreso senza tante storie e drammi esistenziali

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  25. Vabbeh... Quei libri tipo "Bibbia per i bambini", stanno alla religione, come il trailer di un cartone della Pixar sta al cinema. Mostrano solo le parti più adeguate al "target", dando così un idea parziale, ma invitante. Pensa poi che la maggior parte delle persone che affermano di essere cristiane, non sono mai andate tanto oltre ai "trailer", ed alle opinioni degli "esperti".

    L'errore non è stato etico, ma strategico: cioè non considerare la dimensione planetaria che raggiunge l'ego del genitore quando educa proprio figlio. Un gigante che talvolta non viene sconfitto neppure con il passaggio del figlio all'adolescenza (quando, solitamente, per lui, i genitori-dei sono ormai già caduti). Per affrontare un'autorità simile, ci vuole ben altro che una battuta al volo. ;)

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  26. Da quando leggo il tuo blog non faccio più domande in libreria. Mi preparo prima, entro, cerco da me, ed esco. Stai forgiando una nuova categoria di clienti di libreria ;)

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  27. Ieri ho lasciato un commento, oggi non lo ritrovo. Penso di aver sbagliato io, quindi ci riprovo.
    Per me il paragone con Pinocchio fatto più su tiene, ma in negativo.
    Prendiamo Babbo Natale. Io, genitore, voglio poter raccontare una favola a mio figlio e decidere quando rivelargli che è una favola. Voglio anche poter decidere se rivelarglielo, o se preferire che ci arrivi da solo.
    In ogni caso, non apprezzerei che altri si frapponessero a questa mia volontà. Che siano questi insegnanti (che avrebbero comunque delle attenuanti visto il ruolo) o semplici "comparse" all'interno della mia vita e di quella di mio figlio.
    Per questo credo che non sia giusto, se non richiesto, dare un parere in una discussione del genere da parte di chi sta dietro il banco. Diverso sarebbe stato se la discussione fosse stata tra due adulti, secondo me, o se la madre avesse chiesto a Stefano di confermare la sua tesi.
    Parere personalissimo di una persona che della bibbia ha opinione non certo sacra.

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    1. concordo appieno!!!!
      a me non piace che ai bambini si racconti di Babbo Natale o Santa Lucia etc etc... ma che i genitori facciano un po' quello che vogliono!!! :-)

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    2. Non sarei tanto d'accordo, se non in una visione del figlio come esclusiva proprietà del genitore che liberamente ne dispone. Un ragazzo che ancora non è in grado formare un pensiero autonomo va salvato da ogni forma di monismo - genitoriale, scolastico, ecc - in favore di un pluralismo. Ché anche l'educazione è potere e cultura deriva dal greco kolo, colonizzare.

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    3. Concordo: la questione si sposta su questo piano: i bambini vanno educati solo e solamente dai genitori o sono figli di tutta la società? In entrambi i casi, mi viene da dire "poveri bambini"!!

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  28. In questo caso si sta parlando comunque della versione 'per bambini' della Sacra Bibbia (noto che parecchi lo scrivono minuscolo, non ne vedo il motivo, il titolo è quello) per cui siamo nei dintorni delle favolette pedagogiche mica della teologia: ogni vicenda è edulcorata per benino(manca pure la sorte della moglie di Lot) e non di rado si trovano giudizi alquanto sommari e fuorvianti sulle abitudini dei popoli di allora. Servono solo per giungere alla conclusione che Dio agisce sempre per il meglio e più non occorre dimandare. Il vero condizionamento i pargoli lo ricevono dall'ambiente in cui crescono e dalla propria natura individuale: anche un fervido credente può diventare un fior di criminale (e continuare a credersi nel giusto) e un ateo seguire suo malgrado uno stile di vita in linea col più puro messaggio cristiano. I genitori sperano piucchealtro di evitare ai figli un destino da disadattati e, specie se si vive in una società dalle sdrucciolevoli basi etiche e religiose come la nostra, un bel corso di catechismo che ti metta al passo con quelli della tua età va bene, tanto poi si cresce e magari diventi un satanista ma a quel punto sei già fuori di casa e il problema al massimo è della società. Scherzi a parte, MAGARI da noi si facesse una VERA educazione allo studio dei testi religiosi, all'analisi della varia letteratura sacra e spirituale, favorendo un VERO dialogo interreligioso (come fanno i monaci di Bose, ad esempio) ma anche rendendo meno astratti e obsoleti i concetti che davvero potrebbero aiutare i giovani a costruirsi un'autentica capacità di scelta.Oltretutto, analizzando gli eventi narrati nella Bibbia la scienza ha potuto ottenere risposte (non ultime, ma interessanti) su eventi lì descritti come miracolosi e invece spiegabili con fenomeni naturali che tra l'altro potrebbero ancora ripetersi (e non si tratta dei poveri Maya, che li lasciassero riposare in pace, ma di interazioni devastanti con corpi celesti che da sempre vagano nei pressi della nostra orbita); ma anche notizie fondamentali sugli usi e i costumi di popoli antichissimi, di indizi su come essi interagissero tra loro anche tramite lo scambio e la traduzione dei testi; ogni disciplina, persino la medicina, si sono giovate di queste fonti (per quanto siano senza dubbio parziali e rimaneggiate) di epoche remote ... invece noi riduciamo tutto a una mediocre diatriba tra credenti e non credenti, a sterile ideologia che non porta da nessuna parte. A tutto vantaggio di chi continuerà a propinare ai nostri figli una comoda cultura 'per bambini' ma soprattutto 'pro genitori'.

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  29. Ma guarda te con la bibbia di mezzo, in quanti scrivono poemi. Finirò per nasconderle quelle in biblioteca!

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    1. perché? Cos'hai contro la poesia?:)

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  30. Mio figlio (9 anni) crede ancora a Babbo Natale. Io gli ho insegnato che se credi in qualcosa, allora quella cosa per te è vera.
    Se un libraio si fosse permesso di intromettersi in ciò che crede o non crede mi avrebbe dato molto fastidio. Ma penso che in questo caso al libraio abbia dato fastidio prevalentemente l'atteggiamento perentorio della cliente, l'imposizione. O sbaglio?

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  31. mah..
    anche io da piccolo avevo una versione illustrata per bambini della bia
    la tenevo con le favole di fedro, una versione illustrata della divina commedia (che ho visto essere ancora in vendita, dopo più di quindici anni...) ed il nuvolo innamorato
    era piacevole da leggere per un bimbo, belle favolette
    e tanto per dirla, vengo da una famiglia con nonna materna cattolica, paterna mussulmana, genitori atei ed io sono agnostico
    non saranno quelle favolette nel caso ad indottrinare un bimbo, ci penseranno piuttosto i genitori

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  32. Io a mio figlio avrei detto: nessuno può dire se sia vero o meno, questo è ciò che ci è stato raccontato, conoscilo a fondo e quando sarai grande deciderai da te se credere che sia vero oppure no.

    Ma immagino che tante persone siano ancora legate all'idea che con i bambini non ci si possa ragionare, bisogna plasmarli e basta.

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  33. L'ateo crede di avere il diritto di dire la sua su tutto e non accetta che il credente possa dire la sua nemmeno ai propri figli. Questa è intollerenza e integralismo della peggior specie

    be allora tornate a bruciarli gli atei,come da doverosa tradizione religiosa(oppure potete anche lapidarli)si sa gli atei dominano la societa' da sempre!

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  35. Io sono d'accordo riguardo l'invadenza di Stefano. E qui non c'entra nulla il proprio credo e la propria fede.

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  36. Oh, per l'amor del cielo. Avrà sbagliato a intromettersi ma è un pour parler, una cosa buttata lì. Non vi capita mai di buttare lì per lì frasi e commentini senza pensarci? O per ogni cosa che dite, ci pensate cento volte, chiedendosi se fosse il caso?
    E comunque è buffo sentirsi dare degli integralisti da gente che fino a ieri bruciava vecchie erboriste gattare. LOL.

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  37. La cliente ha esagerato con le occhiatacce, ma Stefano avrebbe potuto evitare di ripeterlo due volte: voglio dire, la prima volta ci può stare, è un intervento educatissimo, ma la seconda poi comincia a diventare insistenza.

    La signora non è necessariamente una fanatica, se consideriamo che comunque ha comprato al bimbo la versione edulcorata del testo sacro, e quindi quella che un fanatico avrebbe già bollato come eretica. "Edulcorata" significa che gli eventi sono ridotti a mere favolette, e che quindi anche il significato trascendente del testo originale va a perdersi. Anch'io da piccola avevo una Bibbia per bambini, l'ho letta e all'inizio anch'io le consideravo come favolette, poi ho letto i brani di quella vera: non sono stata traumatizzata né niente, semplicemente ero cresciuta e certe cose ormai le ho capite da sola!

    Probabilmente vuole che suo figlio sappia la "verità" più tardi, che c'è di male? Magari non tutti i genitori vogliono mettersi a disquisire su concetti di teologia e filosofia, o magari non tutti riescono a renderli accessibili e adatti a un bambino!

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