martedì 22 maggio 2012

Un lavoro incredibile

Conoscente occasionale: "E tu invece che lavoro fai?"

Io: "Commesso part-time in una libreria."

Conoscente occasionale: "Ah ah! No, dài, sul serio. Come ti guadagni da vivere?"

15 commenti:

  1. Manco avessi risposto "Faccio cose, vedo gente..."

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  2. La prossima volta intonagli "I'm just a gigolo".. e te ne esci pulito. ;)

    C

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    1. "Se vuoi, posso mostrartelo a casa mia.."

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  3. 'Ah ah, scherzavo, faccio il trafficante di organi. Anzi, se dovessi avere bisogno..'

    Adri

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  4. Era il mio sogno lavorare in libreria ma non ci sono riuscita!

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  5. In effetti suona un pò come la copertura per un lavoro molto più sporco...

    A me è capitato questo: "Che lavoro fai?"
    "L'artista"
    "....e funziona?"

    g.

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  6. Ah ah ah :D
    Un po' come fare il geologo....
    Quelli famosi che conosco fanno rispettivamente il disegnatore di fumetti ed il presentatore di trasmissioni catastrofiste ;)

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    1. Il primo direi che è Leo Ortolani.. il secondo è Giacobbo o Tozzi?

      Adri

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    2. Giacobbo?!?! Non scherziamo =.='
      L'unico vero catastrofista della televisione italiana è Mario Tozzi ;)

      Mentre per Leo "RatMan" Ortolani siamo tutti d'accordo :D

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  7. "Il killer su commissione. E qui veniamo anche al motivo del nostro incontro ..."

    (Per Anonimo: il geologo-disegnatore sarà mica Leo "Rat Man" Ortolani?:))

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  8. come l'archelogo "cosa fai?" "l'archeologo" "ah bello!!.........(sguardo perso cercando di non far vedere che non sai cosa fa l'archeologo)

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    1. purtroppo, visto lo stato dei beni archeologici in Italia e il trattamento riservato a chi se ne occupa, rischia di diventare una domanda legittima: cosa fanno (ormai) gli archeologi (da noi)? (ma spero tanto che gli stessi mi smentiscano indignati!)

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  9. aggiungendo stereotipi su stereotipi, questa conversazione mi fa venire in mente la seguente:

    "E tu cosa studi?"
    "Filosofia"
    "....Ah, e poi cosa fai? La filosofa?" (asserzione accompagnata da ghigno saccente)

    Se qui l'idea di fondo è che studiare "serve" a trovare lavoro e ogni disciplina vale in proporzione allo stipendio che ti farebbe guadagnare (non si sa bene poi secondo quale meccanismo di causa/effetto, visto che il lavoro, ogni lavoro, lo apprendi soprattutto formandoti, non è la toppa in cui infili la chiave del pezzo di carta); così nella conversazione di Stefano l'idea di fondo è che lo stile di vita massificato/consumista, che porta via svariate migliaia di euro al mese, sia il modello di vita standard per tutti. Proprio non entra nella testa delle persone l'idea che possediamo la capacità di trasformare i contesti e di diventare quello che siamo in modi non predeterminati e non classificabili gerarchicamente.

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  10. Ma poi che lavoro faceva il 'conoscente occasionale'? L'imprenditore in qualcosa, scommetto ...

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