lunedì 13 dicembre 2010

Invidia

Non capisco perché a me deve toccare questo:

Cliente: "Ce l'avete l'ultimo di Carlo Conti?"

Io: "No, è finito."

Cliente: "E cosa aspetta a ordinarmelo? E non mi chieda un acconto, sa, perché non glielo lascio, sono un'affezionata cliente io, compro circa un libro all'anno ormai da dieci anni, oh e quando arriva voglio che mi chiami a casa - il numero ce l'avete - ma solo fra le dieci e mezza e le dieci e quarantacinque del mattino, io poi manderò qualcuno a prenderlo, o forse no, tanto non è vincolante l'ordine, giusto? Voglio dire, lo vendereste lo stesso, anche perché se nel frattempo lo trovo da qualche altra parte lo prendo là, mica uno è obbligato a comprare i libri sempre nello stesso posto, ci mancherebbe altro e bla bla bla..."


E ad altri invece questo:

Cliente: "Il 42 di questo modello di mocassini c'è?"

Commesso: "No, è finito."

Cliente: "Va bene, grazie. Arrivederci."

7 commenti:

  1. "sono un'affezionata cliente io, compro circa un libro all'anno ormai da dieci anni"

    e meno male che è un'affezionata cliente :-D

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  2. Si chiama Karma :)
    Darth

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  3. La cosa sconvolgente è che ci siano state più di 50,000 persone che hanno comprato un libro la cui descrizione è quella sotto riportata. L'ultima frase provocherebbe subitanea blasfemia anche nei credenti più accesi, secondo me.



    Noi che... ricordiamo i migliori anni della nostra vita --- Metti il conduttore di punta della televisione italiana, gli sms e il vintage sociologico, ed ecco uno straordinario successo editoriale: Noi che... gli sms del programma “I migliori anni” ha superato le cinquantamila copie di vendita. Dopo l’eccezionale successo di questo “piccolo scrigno della memoria”, come Carlo Conti lo defi nisce nella sua introduzione, ecco la seconda puntata: stessi ingredienti, stesso coinvolgimento. Il pubblico dei “Migliori anni” continua a inviare migliaia di sms alla trasmissione, facendo vibrare emozioni diverse: principalmente divertimento e nostalgia, ma anche qualche rifl essione su come eravamo negli anni ’80. Il libro racconta, a suo modo, gli italiani della fi ne del secolo scorso, il clima sociale, culturale, economico, i rapporti famigliari, la mentalità, le scale di valori, lo stile e il tenore di vita, il modo di vivere la sessualità, gli svaghi e le aspettative di quelli che allora erano “la nuova generazione”. Un libro leggero, identitario e molto evocativo.

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  4. per me a te ti vedono in faccia da fuori il negozio... se no non si spiega...prova a fare ogni tanto la faccia incazzata...avranno paura ad entrare...

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  5. No dai...non ci credo...
    Non è possibile!

    Secondo me è tutta gente che legge il tuo blog e viene a farti disperare!

    Quasi quasi lo faccio qanch'io...l'indirizzo della libreria? =)

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  6. mica vero!

    "scusi questa maglietta di che colore ce l'ha?"
    "viola, bianca e nera"
    "ah...e blu no?"
    "no, mi spiace"
    "va bene...ma blu non ce l'avete proprio?"
    "no, signora, non ce l'ho davvero, mi spiace"
    "capisco..."
    ...
    "ma proprio no, blu?"
    !!!!!

    ecco...quindi tanta comprensione, davvero.
    buon lavoro ^_^

    Nicole

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  7. Sì, mica vero.
    Studiando lavoravo come come commessa part-time in un negozio di scarpe. I clienti s'incazzavano se non indovinavo alla prima occhiata, mentre entravano dalla porta, il numero di piede.
    Ora della tesi ero diventata bravina.

    Il problema non è il lavoro, è la gente! Ma dove li fabbricano?!?

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