sabato 10 dicembre 2011

Il titolo sbagliato

Cliente: "Salve, volevo ordinare un testo, ma mia figlia deve avermi dato il titolo sbagliato perché secondo me non esiste un libro che si chiama così."

Io: "Così come?"

Cliente: "Eneide."


(Grazie a Incorporella.)

41 commenti:

  1. ahahhahahhahaha oddio rotolo!

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  2. O.O AAAAH *scappa via urlando*

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  3. E come hai fatto a non riderle in faccia???? Complimenti per l'aplomb!!

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  4. A quel punto io avrei tirato fuori il catalogo, mostrando che quel libro "che non esiste" ce lo avete in trenta edizioni diverse :D

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  5. ahahahahahahahahahahahahahah non so se riuscirò a smettere di ridere entro le prossime 24 ore

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  6. Mi dispiace signora, non vendo agli imbecilli

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  7. L'ignoranza è un dato di fatto. E' statistica. Esiste. Prima ne prendiamo atto e meglio stiamo.
    In Italia c'è ancora una percentuale notevole di analfabeti e di persone che hanno fatto solo le scuole elementari o le medie.
    Io ne conosco diverse di persone che probabilmente non hanno mai sentito parlare dell'Eneide, solo che magari non si azzardano a dire che non esiste, nel senso che sono consapevoli di essere ignoranti. ;-)

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    1. Beh, a me lo hanno detto proprio alle scuole elementari che esisteva l'Eneide... poi non l'ho mai letta tutta, se non qualche brano al liceo

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  8. Concordo con Biancaneve, però mi domando: come mai molti ignoranti non vengono neanche lontanamente sfiorati dal dubbio di essere, appunto, ignoranti?

    Adri

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  9. cara biancaneve di "terzamedisti" come me ne esistono parecchi..... purtroppo esistono anche molti
    colti stolti tali e quali a te......
    gente che non comprende la fortuna che ha avuto
    (quella di aver potuto studiare) e non capirà mai
    la vita, la propria ne figurati quella degli altri.
    medita, (a questo punto avrei voluto inserire un aggettivo per denigrare la tua ostentata protervia, ma essendo io terzamedista non ne trovo di adatti)
    comunque medita! ciao

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  10. Anonimo terzamedista... cosa intendi quando dici che la colta biancaneve non capisce la sua vita, e nemmeno quella degli altri ?

    Sono curioso...

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  11. semplicemente che scrivere con sufficienza di persone che non si conoscono (perchè dubito conosca tutti gli analfabeti d'italia) a mio avviso equivale ad alzare un muro per isolarsi/difendersi da qualcuno/qualcosa che lo tocca più da vicino di quanto egli stesso possa ammettere.
    scusa il giro di parole, ma sai.... noi IIImed.....

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  12. Mi sa che qui c'è un errore di fondo nell'interpretare la parola ignorante come un qualcosa di dispregiativo e non semplicemente nel suo significato di "ignora un fatto particolare"

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  13. ho colto un tono piuttosto dispregiativo e derisorio in molti commenti. spero di sbagliarmi.
    resto comunque dell'idea che ogni essere umano,
    in senso lato ogni essere vivente,
    abbia pari dignità a prescindere dal suo grado di istruzione dalla sua provenienza e cultura.

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  14. P.S.: sfumatura che mi ero scordato di sottolineare
    sia nel tuo commento che in quello di bn: Io so molto bene di non sapere.

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  15. Presi a schiaffi da un sofista che non ha nemmeno una triennale in filosofia :-)

    Comunque, terzamedista anonimo, io non ho colto toni dispregiativi verso chi non ha voluto/potuto studiare, piuttosto verso quanti, non avendo studiato, negano la propria ignoranza (= il non sapere cose legate alla cultura scolastica) e ritengono che ciò che non conoscono o non comprendono semplicemente non esista o non valga la pena di essere approfondito.

    A onor del vero, la presunzione esiste a prescindere dal livello di istruzione (vedi come oggi siamo diventati tutti esperti di economia: terzamedisti o laureati in lingue orientali).

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  16. Preciso che concordo con l'anonimo del commento di oggi alle 10.49, non intendevo affatto deridere chi non ha potuto studiare. Però io, per esempio, non so niente di informatica, ingegneria o letteratura araba (e molte altre cose), quindi non comincerei mai una discussione dicendo 'Secondo me il tale autore arabo/ingegnere/informatico è un cretino'. Ammetto la mia ignoranza, cosa che il cliente che dice 'Secondo me un libro che si intitola Eneide non esiste' si è ben guardato dal fare.

    Adri

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  17. Comunque il "terzomedista" ancora non ha spiegato cosa intende quando dice che Biancaneve non conosce la sua vita (sua di lei Biancaneve)... per quale motivo biancaneve non dovrebbe conoscere la sua propria vita.

    Passi per il fatto autoevidente che non conosce le vite degli altri... ma la sua ?

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  18. eheheh che onore!!! premettendo che ritengo che cultura e istruzione scolastica non vadano di pari passo (purtroppo, se no, visto il numero di laureati in Italia, saremmo una nazione coltissima), posso dire che quello che mi lascia agghiacciata il più delle volte che mi ritrovo in situazioni simili è proprio il fatto che secondo me un libro come l'Eneide (almeno il sapere che esiste) è la base. è cultura elementare. è una cosa che in terza media, se proprio vogliamo fare un distinguo di questo genere, dovresti aver sentito già nominare mille volte. almeno nominare. è l'ignoranza crassa di cose che secondo me stanno alla base della cultura anche scolastica. è come non sapere la tabellina del due. gli accenti. la capitale d'Italia. non è istruzione superiore o interesse particolare. è l'Eneide!

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  19. @ anonimo

    Se hai colto nel mio commento un intento denigratorio nei confronti delle persone che non hanno potuto studiare, me ne dispiaccio molto e mi scuso; per ignorante intendevo una persone che non ha potuto o voluto studiare (come mia madre ad esempio), ignorante nel senso di "ignorare", di non conoscere. Ritengo inoltre che tutti, chi più chi meno, siamo nella medesima condizione, in quanto certamente più si imparano delle cose e più ci si rende conto di quanto infinito sia il territorio della conoscenza. Io stessa sono ignorante su moltissime questioni, materie, argomenti, nonché, come appunto indichi, della vita degli altri. Ignoro persino il senso della mia, se è per questo.
    Quindi, rilassati, non intendo denigrare nessuno. Ho solo espresso un dato di fatto, una statistica, il tono voleva essere neutro e mi spiace se non si sia colto. L'analfabetismo è un dato di fatto. Punto. Questo volevo intendere. Senza alcun intento dispregiativo.

    In quanto alla tua spiegazione aggiunta, ossia: "che ogni essere umano,
    in senso lato ogni essere vivente,
    abbia pari dignità a prescindere dal suo grado di istruzione dalla sua provenienza e cultura", forse ti sfugge (non conoscendomi, ma a questo punto mi domando chi sia tu per darmi della stolta, e mi domando come mai tu sia rimasto tanto colpito dalla mia osservazione espressa in tono neutro per poi rivolgermi invece con tanta leggerezza e come nulla fosse, delle offese gratuite) il fatto che io vada addirittura oltre nella condivisione di questo concetto, essendo un'antispecista, ossia mettendo sullo stesso piano tanto la vita e la dignità di ogni essere umano, quanto di ogni altro essere vivente appartenente ad altre specie.
    Non discrimino, né sfrutto, né uccido, né uso nemmeno le zanzare, figuriamoci se non intenda rispettare la vita di persone che non hanno potuto studiare.

    Ripeto, nessun intento discriminatorio nel mio commento, solo un voler riportare un dato statistico.

    Se c'è qualcosa in cui ho sbagliato semmai (e qui mi scuso con Stefano), è nel lasciare un commento serio ad un post che aveva solo un intento ironico, l'intento di strappare un sorriso.

    Ultima cosa: io comunque non ho offeso nessuno. Tu, zitto zitto, mi hai dato della stolta ed hai lasciato sottointendere che ti sarebbe piaciuto inserire un aggettivo ben più efficace per denigrare la mia "ostentata protervia" (mi domando cosa ti abbia fermato, già che c'eri ormai...).
    Fossi in te mi interrogherei piuttosto sui motivi della tua ostentata acredine ;-)

    Buona giornata e grazie per il confronto.

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  20. P.S:
    poi la chiudo qui, giuro.

    Rileggendo il mio "commento della discordia" continua a sfuggirmi come sia stato possibile cogliervi un intento offensivo nei confronti delle persone che non hanno potuto studiare.
    Ho scritto: in Italia c'è ancora un'alta percentuale di analfabeti ecc..
    Il termine analfabeta è un termine che indica la condizione di non aver imparato a leggere o scrivere. Non è un'offesa.
    In nessun modo ho pensato o lasciato intendere che una persona analfabeta debba valere di meno di una che ha tre lauree.
    Chi mi segue sa che io di nessuna vita penso che valga meno di quella di altri, inclusa la vita di un cane, che per me vale quanto la mia, e proprio perché l'unico discrimine che faccio nella mia esistenza è quello tra oggetti (cose inanimate) ed esseri viventi (tutti accomunati dal medesimo valore: quello di essere vivi, appunto).
    Ok, spero di aver chiarito la mia posizione.
    Dispiace sentirsi attribuire un intento che non ho mai avuto.
    Ma comunicare include anche questo, suppong, ed ogni confronto può essere utile.
    Un saluto a tutti.

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  21. Siete tutti un po' pesanti e tristi: ma se anche in giro c'è gente che semplicemente non sa qual è il problema fin quando non fa male a nessuno? Discorsi snob e senza motivo.
    A.

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  22. per bianca: ti chiedo scusa.
    sono felice di leggere le tue precisazioni.
    evidentemente non ho resistito ed ho scaricato sull'ultimo della fila (in ordine cronologico)
    l'acredine salita per alcuni dei post precedenti.
    la mia rabbia purtroppo sale (molto) quando
    vedo gente che da per scontato ciò che scontato davvero non è:
    per lavoro ho tutti i giorni a che fare con
    persone scarsamente istruite come me,
    meno di me, immigrati, alcuni analfabeti, e pensando alle mie e loro condizioni mi
    bolle il sangue ogni volta che
    sento puzza di classismo culturale.
    Parliamo di persone che devono lavorare per mangiare, che non hanno la fortuna di un genitore che sponsorizza il liceo e l'università,
    e verso le quali mi sembra ingiusto scaricare
    pure sarcasmo gratuito.
    ti assicuro cara incorporella che non è scontato conoscere l'eneide.
    c'è gente che deve correre tutto il dì per mettere qualcosa sotto i denti ed un tetto sulla testa dei suoi figli.
    sicuramente sarebbe bello un mondo in cui tutti possano leggere ed apprezzare i classici.
    purtroppo questo è il mondo in cui c'è
    dato vivere, pieno anche di terzamedisti sofisti
    donchisciottiani.
    con questo veramente chiudo il tutto.
    grazie per il confronto.
    ciao

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  23. Io sono laureato in giurisprudenza e ho letto molti libri, sia in italiano che in francese e inglese.
    Mia madre ha la terza media e probabilmente non sa neanche cosa sia, l' einede.
    E allora'?!

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  24. Per me il problema non è sapere o no cosa sia l'Eneide. E' ammettere di non saperlo. Confesso di non sapere cosa sia Android, ma se un amico mi chiedesse 'Per favore, vai a chiedere in libreria se hanno qualcosa su Android?' non mi presenterei dicendo 'Cercavo un libro per un amico, su una roba che si chiama Android, ma dev'essersi sbagliato perché io non la conosco'.
    Tutto qui :-)

    Adri

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  25. Ecco. Va be', cioè... Le parole mancano. Mi mancano. Le ho perse.

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  26. Ma che casso è l'Eneide?

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  27. Pero' questo sporco "terzomedista" deve essere un po' stronzo .. anzi direi che si tratta decisamente di un rottinculo. Ecco, diciamoglielo chiaramente.

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  28. Hem...scusate ma io ho poco più della terza media, un attestato di frequenza in un istituto professionale (ho 44 anni), e mio padre ha studiato -da adulto come due figli a carico- mentre lavorava nelle ferrovie per avere la terza media in quel modo, mia mamma era più o meno allo stesso livello (aveva la "commerciale" ed incompleta comunque) i miei nonni sapevano si e no scrivere e leggere eppure in famiglia sapevamo benissimo che cosa fosse l'Eneide o quanto meno i miei vecchi sapevano che esisteva...

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  29. Ma quante parole inutili! Non potevamo farci tutti insieme un sorriso e basta!? Non avrebbe cambiato la vita di nessuno, compreso di chi non sa cos'è l'Eneide, ma almeno ci saremmo divertiti un attimo! Io, comunque, per sicurezza chiederei a Scilipoti se la conosce.
    Carla

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  30. Se uno non sa cos'è l'Eneide, non è colpa sua: o non è andato a scuola (e avrà avuto i suoi motivi) o, alla scuola media, ha avuto docenti così CANI che non sono riusciti nemmeno a fargli restare in mente la parola "Eneide".
    Il più delle volte, è colpa degli insegnanti CANI.
    Sto generalizzando? Sì: ne ho ben donde. Circa i 3/4 dei miei insegnanti, dalla scuola elementare al dottorato, erano CANI. E sono stato fortunato. Ho avuto la fortuna che quel quarto rimanente fossero persone perbene, preparati e appassionati.

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  31. Non vorrei crederci ma purtroppo ci credo

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