venerdì 7 gennaio 2011

Il Sorriso Professionale

«Lo conoscete questo sorriso – la strenua contrazione dei muscoli peribuccali con il parziale coinvolgimento degli zigomi – un sorriso che non ce la fa ad arrivare agli occhi e che non è altro che un tentativo calcolato di favorire gli interessi personali di chi sorride facendo finta di risultare simpatico a colui che riceve il sorriso. Perché i datori di lavoro e i superiori costringono i loro inferiori ad allenarsi nel Sorriso Professionale? Sono forse l'unico cliente per cui grandi dosi di sorrisi del genere producono disperazione? [...] Chi credono di prendere in giro con il Sorriso Professionale? E tuttavia siamo al punto che anche l'assenza di Sorriso Professionale è fonte di disperazione. Tutti conoscono bene l'effetto di abbattimento morale di uno sguardo corrucciato dell'addetto al servizio, e cioè l'umiliazione e il risentimento che si provano per un Sorriso Professionale negato. E oramai il Sorriso Professionale ha perfino invertito il mio risentimento verso l'orribile Atteggiamento Professionale: provo risentimento non più per il carattere del negoziante o per l'assenza di buona volontà, ma per la mancanza di professionalità nell'avermi voluto negare il Sorriso Professionale.»
(David Foster Wallace, Una cosa divertente che non farò mai più, minimum fax, Roma, 1998.)

10 commenti:

  1. Mamma mia quel libro! che poi non è un libro macchissenefrega

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  2. pura genialità americana!

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  3. vabe'
    foster wallace ti siede quando scrive.

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  4. il mio sogno nel cassetto è fare il libraio...

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  5. Se l'hai messo nel cassetto ci sarà un motivo.

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  6. Anche il mio sogno era fare un giorno il libraio.

    Era.


    s

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  7. Era anche il mio, di sogno.
    Pensandoci, avrei dei pro: sono una buona commessa ed una buona venditrice (sono stata commessa in una bancarella di giocattoli e venditrice in un francising immobiliare.)
    Ripensandoci, vincono i contro: passerei più tempo a leggere che a vendere e mi rifiuterei di lasciare un povero libro nelle mani di certi soggetti come certi da te descritti (la mia coscienza di lettrice si ribellerebbe a gran voce...)

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  8. no comment.
    viola.

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  9. Vabbe'. DFW è morto a 46 anni dopo aver la accumulato saggezza di un untracentenario senza perdere lo sguardo fresco, critico e curioso di un bambino di 5 anni.

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